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ROMA CITTÀ
CULTURALE:

per chi sono pensati
i suoi servizi?

Abbiamo voluto indagare quanto sono accessibili, in termini di prossimità geografica,
i servizi culturali offerti nella Città Eterna per le persone che la popolano: da una parte
i suoi residenti stabili, dall’altra i turisti che vengono in visita, anche solo
per qualche giorno.

La ricerca che abbiamo condotto utilizza big data e data science, con un approccio definito foresight: conoscere il presente per modellare il futuro.

L’obiettivo è individuare, con l’ausilio dei dati odierni, la strategia più efficace per immaginare e indirizzare l’offerta culturale romana dei prossimi anni.

è il numero dei siti
riconosciuti come patrimonio
dell’umanità in 167 nazioni,
tra cui 900 luoghi culturali,
218 naturali e 39 misti.

sono solo in Italia, il Paese che
detiene il numero maggiore
in tutto il mondo. Uno di questi
è il centro storico di Roma.

Nella nostra analisi ci siamo interessati all’offerta culturale presente
all’interno dei confini dell’Amministrazione Capitolina, dai lidi di Ostia
fino alle pendici di Subiaco.

Cosa intendiamo
per servizio culturale?

Un luogo che produce cultura
è un servizio culturale.

Abbiamo ristretto il campo focalizzandoci quindi su:
teatri, musei, cinema, siti archeologici e poi biblioteche,
scuole di musica, ma anche locali notturni e info-point.

Una volta individuati i siti culturali, li abbiamo geolocalizzati all’interno del territorio capitolino, i cui confini si espandono dai lidi di Ostia fino alle campagne di Subiaco.

Poi ci siamo occupati della loro “importanza”. La fruizione dei servizi offerti dalla città, infatti, va differenziata per turisti e cittadini.
I primi avranno bisogni ed esigenze diverse dai secondi e per questo giudicheranno i diversi luoghi elencati in precedenza più o meno importanti per loro. Li classificheranno, insomma, in maniera diversa: in un’ipotetica valutazione in una scala da 1 a 10, un* turista e un* residente conferiranno ai servizi un diverso peso.

Una famiglia in vacanza andrà in cerca di infopoint e in visita nei siti archeologici e nei musei, ritenendoli di elevata importanza nel loro itinerario romano, mentre un cittadino nato e cresciuto nella Capitale, nella vita di tutti i giorni, apprezzerà realisticamente molto di più la disponibilità di cinema, teatri e biblioteche.

Abbiamo quindi assegnato ad ogni servizio un diverso peso in base all’ “attrattività” per l* turista e l* residente.

Pesi – Metodologia

INTERESSE
0 >>> 5 >>> 10

Cosa intendiamo
per prossimità?

Per prossimità intendiamo
quanto vicino è un servizio
rispetto al suo fruitore finale.

La ricerca ha seguito la scia
già tracciata dalle analisi di
IZILab incentrate sul principio
della città dei 15 minuti.

Nel calcolo della prossimità culturale abbiamo dunque preso come punto di riferimento la raggiungibilità del singolo servizio in meno di 1.250 metri: la distanza che si può percorrere a piedi in 15 minuti.

Sempre seguendo lo stesso principio e sempre come punto di riferimento la città di Roma, ci siamo occupati anche di digital divide e verde urbano in altre due ricerche.
Ricerche su Roma dei 15 minuti

Il punto di vista del cittadino

In media un cittadino romano accede a 2-3 tipi di servizi culturali in meno di 15 minuti. La distribuzione dei servizi risulta polarizzata: la concentrazione è di gran lunga prevalente all’interno del perimetro circoscritto dall’anello ferroviario.
Questo evidenzia una forte disparità tra le diverse zone della città.

Dove stanno i residenti

Più le zone sono colorate di rosso scuro,
maggiore è la concentrazione di servizi culturali.

Dove stanno i servizi cuturali

Più le zone sono colorate di viola scuro,
maggiore è la concentrazione di servizi culturali.

In media, i servizi a cui il cittadino romano può accedere, in meno di 15 minuti, con più facilità sono i locali notturni e i siti archeologici.

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del territorio cittadino è fornito di tutti i servizi culturali nell’arco di 15 minuti.

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zone che permettono di raggiungere un locale notturno in 15 minuti.

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zone che permettono di raggiungere siti archeologici in 15 minuti.

Quelli meno accessibili invece sono i musei e le scuole di musica.

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La prossimità dei musei al cittadino non raggiunge nemmeno il 20%

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Prossimità al cittadino delle scuole di musica.

Il confronto tra i quartieri

Mentre il centro città presenta una bassa densità abitativa che si accompagna a un’elevatissima offerta di servizi, il quartiere Centocelle, ad esempio, ha un alto numero di residenti che però possono accedere in quell’area a un ristretto numero di proposte culturali.

Il Tuscolano rappresenta un modello virtuoso di distribuzione della cultura tra i cittadini anche in periferia: l’alta densità abitativa è accompagnata da una vasta offerta di servizi.

Monte Spaccato, invece, rappresenta un vero e proprio deserto dei servizi. Alla popolazione, pur scarsa, non è garantita alcuna accessibilità a servizi di tipo culturale.

Il confronto con il turista

L’indicatore maggiormente distribuito in città risulta essere quello del turista, che mantiene dei buoni livelli anche fuori dal centro, espandendosi anche oltre il Grande raccordo anulare, a differenza di quello del residente.

Nonostante le notevoli differenze in termini di prossimità tra centro e periferia, il turista può contare su una maggiore prossimità ai servizi culturali in ogni zona.

Il rapporto con i servizi ricettivi

Una volta assodato che i servizi culturali per il turista si estendono anche nelle zone di periferia, ci siamo chiesti se Roma fosse attrezzata in termini di strutture ricettive fuori dal centro.
Abbiamo scoperto che la distribuzione di alberghi, case vacanze e altre strutture rimane fortemente ancorata al centro città, senza espandersi oltre il GRA.

I nuovi trend e le città del futuro

Le nuove politiche in termini di urbanizzazione e contrasto al cambiamento climatico, le variazioni demografiche e l’emergere di una sempre più numerosa classe media in diversi Paesi del mondo sono solo alcuni dei fenomeni che contribuiranno a cambiare i volti delle nostre città.

Conoscere i dati degli squilibri nella prossimità dell’offerta culturale della Roma di oggi ci dà la possibilità di delineare in concreto la città di domani tenendo conto delle criticità da aggiustare e delle opportunità da cogliere.

Per farlo, è necessario conoscere quali siano i fenomeni che più incideranno sull’accessibilità dell’offerta culturale nei contesti urbani. Noi ne abbiamo individuati tre che sono imprescindibili nella definizione delle città del futuro:

1. Aumento dei flussi turistici

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da qui al 2030, il 44% del mercato italiano dipenderà dai turisti internazionali. I paesi di provenienza saranno l’India, la Cina, i paesi africani e quelli del Medio Oriente: qui la classe media sta crescendo esponenzialmente e circa l’88% del prossimo miliardo di persone, a livello mondiale, che ne entreranno a farne parte proverrà dall’Asia.

le persone dai 26 ai 45 anni costituiranno il 30% dei turisti, seguiti dalla fascia 46-55, che è quella disposta a spendere di più. I baby boomer infatti nel 2022, solo per viaggiare, hanno affrontato un costo, in media, di circa 6.600 dollari a testa.

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si andrà sempre più in vacanza da soli. Uno studio di Booking.com condotto nel 2021 ha registrato che solo il 14% dei viaggiatori stava pianificando una vacanza in solitaria, mentre quasi il doppio (23%) ha affermato di volerlo fare nel futuro.

Questo aumento dei flussi turistici porterà, presumibilmente, a uno sbilanciamento ancora maggiore degli indici di prossimità all’offerta culturale a favore dei turisti.

Cruciale sarà la questione dei: un target di riferimento con, presumibilmente, una maggiore difficoltà negli spostamenti, deve portarci a riflettere su come ci muoviamo all’interno delle nostre città.

2. Invecchiamento della popolazione

Cruciale sarà la questione dei: un target di riferimento con, presumibilmente, una maggiore difficoltà negli spostamenti, deve portarci a riflettere su come ci muoviamo all’interno delle nostre città.

3. L’evoluzione del trasporto cittadino

A dimensione di cittadino e di turista

Per mostrare come Roma potrebbe adattarsi, in maniera proattiva, a questi nuovi trend proviamo ad immaginarci due diverse tipologie di persone che potranno fare uso dei servizi culturali cittadini nel 2030.

Assumeremo quindi la prospettiva di Clara, una pensionata romana che vive in periferia e di Ram, un uomo di mezz’età in viaggio dall’India. Per immedesimarci nelle loro vite dobbiamo quindi immaginarci nella città che intendiamo aiutare a costruire.

Conclusioni

Gli indicatori di prossimità ci hanno permesso di dimostrare, a livello quantitativo, come i servizi culturali a Roma siano, dati alla mano, ancora troppo concentrati territorialmente nel centro città, con una sproporzione che cresce all’aumentare della distanza dai confini tracciati dall’anello ferroviario.

Ma non solo: l’offerta è infatti anche troppo sbilanciata a favore del turista. Questo, come abbiamo visto, è vero in particolare per quanto riguarda le zone periferiche della città, che, paradossalmente, sono vissute soprattutto dai cittadini e che in futuro saranno sempre più popolate e quindi bisognose di un numero sempre più elevato di servizi per venire incontro alle necessità dei suoi residenti.

Il valore aggiunto dell’approccio foresight risiede nella possibilità di immaginare queste disparità come punti nevralgici da cui partire per definire le politiche pubbliche locali, regionali e nazionali di riorganizzazione della cultura in città.

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